Gli Archivi Ritrovati 3

di Popi Miotti

18 luglio 1987. Entro all’elisoccorso tutto giulivo: “oggi piove niente uscite”. Poche ore dopo inizia l’alluvione in Valtellina. Nel pomeriggio mi scaricano a Tartano in un metro di fango. Dormirò lì in un sacco del pane. Brutto ricordo, ma fa parte del bagaglio. Ecco una delle tre foto che riuscii a fare.

Quando siamo arrivati eravamo solo io e il medico dell’elisoccorso. Siamo entrati nella Gran Baita ed erano tutti ammassati in un angolo sgomenti e spaventati. Abbiamo portato fuori i primi feriti adagiandoli su una porta che abbiamo scardi…nato. Man mano che l’elicottero portava via i feriti ritornava con qualche soccorritore. Poi è venuta sera e io sono rimasto lì con l’ultimo ferito che non si era riusciti ad evacuare.

Il giorno dopo in ambiente Apocalypse Now l’A112 di Elitellina, carico all’inverosimile, fra tuoni e fulmini mi ha riportato a casa.
1981. San Vito Lo Capo. Scogliera Salinella. Aprendo “I perfidi cannoli di San Vito Lo Capo”.
1982 mentre sul Qualido tre Sassisti aprono “Il Paradiso può attendere” sull’Averta due Sassiti aprono “Soli di ghiaccio”. Qui eccomi sul tiro chiave del tetto.
1983. Da dimensioni insondabili di tempo e di spazio, nel nero più immacolato, la voce, tranquilla, disse: “Non c’è niente”. Punto di svolta. Saluto il vecchio mondo. Badolo: bare feet.
Yosemite Valley, El Capitan, alla sosta del “big roof” attendo il compagno. Sete galattica. 5 o 6 tiri sopra ci fermeremo per la seconda e ultima notte in parete.
Le mie falesie preferite. Scerscen, Sperone dell’onda, via “Valmalenco expò”. Trad climbing anni ’80.
Bellezza assoluta (a chi piace)
prima salita a Fiorellini per Heidi alla Sirta, la mia falesia preferita
1987. Pizzo Cengalo parete nordest, “Cacao Meravigliao”. Sette anni di attesa e di tentativi finché non venne il Suo Tempo. L’ultima grande parete inesplorata della Bondasca era finalmente stata salita. Grazie Traci, grazie Camillo.
La vera storia della scalata con fantasiose guarnizioni di cioccolato e cacao al link: www.intraisass.it/cacao.htm
Camillo ed io dopo Cacao Meravigliao.
Poi inizia il tempo del Direttore. Grazie Direttore, mi hai aiutato moltissimo.
Tarci, grande Tarci, ed io dopo il Cacao.
“Che fai tu, luna, in ciel? dimmi, che fai,
Silenziosa luna?”
Prima invernale e prima assoluta della parete nordovest dell’Ortles. Il poeta Eraldo sembra puntare alla luna. Poco dopo sarà notte. Dormiremo in una crepaccia terminale.
Prima traversata invernale del Sentiero Roma, giorno 5. In vetta al Monte Disgrazia. Sono quasi stufo, ma ormai non riesco a sentire stanchezza. Grazie Sergio
1997 Annus Orribilis. Rompo la retina in allemento. Medico negligente me la diagnostica con una settiamana di ritardo (intanto io facevo la guida). Operazione difficilissima (hai un bel dire: tanto mi resta un altro occhio!!) Recupero duro. Due mesi dopo e dopo anni di attesa il lungo couloir Est della costiera del Cavalcorto è in condizioni. Non me lo posso lasciare sfuggire. Con Gianlu, Inselvini e Fregona lo saliamo: 700 m di ghiaccio sottile e dry tooling. Con finta modestia lo battezziamo il… Canalino. Discesa in doppia notturna. Un blocco di neve dura caduto dall’alto mi sfiora la faccia (e l’occhio appena operato) colpendo Inselvini; gli stacca il muscolo dall’osso della coscia (dolore e mesi di recupero). Da quell’anno, e per dieci anni, per il mio fisico sarà n’apocalisse.
30 anni dopo il vecchio ci riprova. Bivacco sotto la parete sud della Viola x aprire la direttissima. Fra un po’ nevica. Il giorno dopo si torna a casa. Rampik, Rossano e Bordoni me la soffieranno l’anno dopo (ma io ero d’accordo); largo ai giovaniiiii.
Con il vecio Ortelli a cui qualcosa devo. In cima al Sentiero dei Ciclopi. Val Masino.
Foto dedica con barba ghiacciata di Billy: 15 anni assieme su e giù per le montagne. Più di un amico. Dopo 18 anni e mezzo quest’anno Billy se n’è andato. Ciao Billy.
L’ultima? salita come guida. Luna Nascente con Gianvi.
In cima a Luna.
Minuscola Silvietta e il pastore Severo con il suo mulo. Grande Severo!!!
Eccoci, io e la mia Silvietta, in cima al Badile.
L’ultima volta che ho visto il “grande vecchio” ormai centenario. “Ehhhh! Bisugna rivacc” mi disse con un sorriso malizioso. Chissà se ci arrivo: c’è ancora tanta strada…
Sopravvissuti. I Sassisti 35 anni dopo. Mancano il Bosca, partito per una misteriosa meta, e il Pilly, all’inseguimento della giovinezza nella Yosemite Valley. L’anno prossimo ci riproviamo. Grazie Pira.
Da sn. Guido, Popi, Jacopo, Pira, Boffi.
Le Sciore: i pilastri del cielo.
Tutte le foto e i testi fanno parte del catalogo di conferenze sulla montagna proposte da Giuseppe “Popi” Miotti.
Raccontano in parte un percorso di vita, attraverso le ascensioni, le scelte professionali e le riflessioni di Giuseppe “Popi” Miotti, guida alpina, ‘sassista e montanaro’ e uno dei padri del Sassismo, che dal 1975 diede un contributo fondamentale al fenomeno del Nuovo Mattino in Italia.

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© AlpineSketches, 2011